JAMAIS CONTENTE

     La velocità insoddisfatta


Oltre cento anni fa una “voiture automobile” oltrepassò, per la prima volta, i cento all’ora. Incontentabile di nome, determinata di fatto, la “Jamais Contente” del belga Camille Jenatzy toccò la straordinaria velocità di 105,88 km/h... Appena un attimo prima, c’era chi sosteneva che l’umanità non avrebbe mai potuto superare gli ottanta, limite oltre il quale si credeva che nessun tipo di struttura avrebbe resistito.

Alla fine del XIX secolo gli appassionati di automobili si dividevano fondamentalmente in tre schieramenti: gli elettricisti, i vaporisti e i petrolieri. Elettricisti e petrolieri, seppure con diversi orientamenti, credevano molto nel progresso e ne attendevano gli effetti prodigiosi. Un po’ più retrogadi, invece, apparivano i vaporisti, per i quali il motore a vapore rimaneva sempre una buona soluzione. Come sappiamo, avranno ragione i petrolieri (1), e purtroppo ce l’hanno ancora.

Fatto sta che al giro di Francia Parigi-Rouen, del 1894, si iscrissero piloti con macchine ad aria compressa, a molla, ad acqua, a gravità, a leva... ma solo gli autoveicoli con motore a scoppio, a vapore ed elettrico, in realtà, riuscirono a partire.

L’automobile elettrica di Jenatzy appare ancora oggi come un oggetto curioso e magico, forse pure vitale. Simile a un siluro, la “Jamais Contente” ospitava il conducente nella metà posteriore, costringendolo a lasciar fuori il busto (caratteristica, questa, non certo in armonia con la linea aerodinamica dell’automobile). Dotata di pneumatici a talloni estensibili, forniti dalla giovanissima Michelin (2), essa aveva due motori elettrici e una carrozzeria formata di alluminio, tungsteno e magnesio.

Lo scrittore Pietro Brevi, in un servizio pubblicato su www.storiain.net, descrive così l’avviamento della macchina: “Un ronzio dolce, quasi inavvertibile, e una partenza di scatto, che fa vacillare non poco il pilota”.

Il 1° maggio 1899, Jenatzy percorse con il suo “proiettile” un chilometro in 34 secondi e cioè superò i 105 chilometri all’ora.

Appena tre anni dopo, il francese Léon Serpollet batterà questo record, compiendo un chilometro in meno di 30 secondi... ma con un’automobile a vapore!


Bruno Berselli - Studio Progetti di Bologna

NOTE

1. Dallo sfruttamento dei giacimenti di petrolio, molto remunerativo, si ottenevano grandi quantità di energia e quindi potenze via via maggiori per i motori endotermici.

2. Ricordiamo, al riguardo, un’altra automobile famosa fabbricata proprio da questa azienda, “L’Eclair”, che partecipò alla corsa Parigi-Bordeaux-Parigi. Si guidava con difficoltà, ma aveva i pneumatici della Casa e questo contribuì a rendere indispensabili tali componenti nelle future automobili.


SITI CONSULTATI

http://www.storiain.net
http://www.cronologia.it
http://www.bresciarally.com/News/Auto_elettriche/Auto_elettriche.htm