La patente a tagliandi del 1966
Quarant'anni fa la prima proposta dell'ACI


La cosiddetta patente a punti è stata introdotta in Italia nel 2002 ed è entrata in vigore l’anno successivo. E' un fatto ormai noto a tutti.

Non tutti sanno, però, che il concetto di patente a punti si affacciò nel nostro Paese quasi quarant’anni fa, più precisamente verso la fine del 1966. Questa notizia storica è contenuta nell’ultimo numero della rivista “Automobile Club”, in un servizio dedicato ai primi cento anni dell’ACI (1).

Una prima forma di patente a punti venne proposta dal comitato istituito dall’ACI per la revisione del Codice della Strada (il famoso Testo Unico del 1959). Si chiamava “patente a tagliandi”, per la quale era previsto un certo numero di cedole da staccare ogni volta che si fosse pagata una multa - o, in caso di contestazione, quando il giudice avesse stabilito la responsabilità dell’infrazione. La patente avrebbe perso la sua validità dopo aver ceduto l’ultimo tagliando e il titolare avrebbe dovuto sostenere nuovamente l’esame per tornare a guidare.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, sostiene un detto popolare. In realtà, questa soluzione importante, vincente, ebbe un cammino lentissimo fra il Tirreno e l’Adriatico , mentre altri Paesi l’hanno acquisita molto prima. Basta infatti leggere un recente studio della Fondazione Filippo Caracciolo, intitolato “Patente a punti e sicurezza stradale: effetti e comparazioni” (2), per apprendere che la prima patente di questo tipo è stata introdotta in America nel 1947. Nel 1962 anche il Regno Unito adottò un provvedimento simile e appena cinque anni dopo fu il turno della Nuova Zelanda e di alcuni Stati dell’Australia.

Nello studio citato, inoltre, si mette in evidenza che non si può ancora stabilire una relazione generale fra il sistema della patente a punti e la sicurezza stradale. Per ridurre gli incidenti, probabilmente, è necessario affrontare il problema da più lati. In effetti, le nostre complesse società sono attraversate dagli autoveicoli in maniera capillare e questo rende ormai impossibile, nella scelta di un rimedio, distinguere la parte dal tutto.

Bruno Berselli - Studio Progetti di Bologna

Note:
1. Titolo dell'articolo: "Questo Club vale un milione", di Carlo Luna (Maggio 2004).
2. http://www.aci.it/wps/portal/_s.155/5610.