TARGHE E BACH

     Alla ricerca delle regole


Fa un certo effetto scoprire che alcuni argomenti, di per sé non particolarmente interessanti (di primo acchito, almeno), richiamino invece studi e riflessioni tutt’altro che banali.

Ho scoperto da poco un sito web davvero curioso, che a mio avviso merita di essere conosciuto. Sto parlando di “Targhe nuove”, raggiungibile all’indirizzo http://www.bruno-de-giusti.net/targhe_it.htm, creato dal ligure Bruno de Giusti.

Devo dire innanzitutto che, nonostante il titolo, si tratta di un sito non più recente, poiché nasce da una ricerca che l’autore ha intrapreso circa dieci anni fa, quando sono state introdotte le targhe alfanumeriche a sette caratteri e senza provincia (1).

Ingegnere spiritosissimo e ricco d’interessi, Bruno de Giusti avverte subito che lo scopo del suo lavoro non è quello di risalire al proprietario di un’automobile conoscendone la targa, ma si propone invece di individuare, attraverso l’analisi delle lettere e dei numeri, la provincia da cui essa proviene. Quindi spiega com’è arrivato ad associare alle province le targhe attuali, anche se sono sprovviste delle vecchie sigle di riconoscimento. Nell’aprile del 1994, «semplicemente osservando le prime targhe nuove uscite», de Giusti si accorse che a Milano circolavano autoveicoli con le serie “AA...MZ” e “AA...NA”, oppure “AE...BH”, “AE...BJ” etc., mentre a Bergamo si incontravano targhe dalla serie “AA...DK” fino alla “AA...DZ” e oltre. Dicendo solo questo, in effetti, può sembrare difficile giungere a qualche conclusione, ma proseguendo la lettura del suo resoconto si scopre che, pur senza interpellare gli uffici della motorizzazione, de Giusti individuò alcune regole che governano la distribuzione delle targhe nel nostro Paese. Non posso spiegare tali regole in poche battute e devo quindi rinviare al suo sito. Aggiungo solo che egli scoprì una certa irrazionalità nel criterio stesso di produzione delle targhe. Per quanto riguarda le cosiddette “targhe Z” (2), infatti, trovò che la scelta ministeriale di stamparne una ogni dieci normali (ossia rettangolari) portava a una quantità esuberante delle prime rispetto alle reali necessità... cosicché «gli uffici italiani della motorizzazione civile saranno stracolmi di targhe Z “invendute”!» (3)

Da “Targhe nuove” si può arrivare ad altri siti elaborati dallo stesso autore, uno dei quali è dedicato alla sua passione per J. S. Bach e la musica in formato MIDI (4). Riprodurre le “Variazioni di Goldberg” con i moderni strumenti informatici non è facile ed è necessario avere una profonda sensibilità musicale. Non basta, cioè, conoscere i computer e i programmi. De Giusti ha ottenuto molti consensi in questa direzione, tanto che il pianista e critico Francesco Lo Cascio ha scritto: «Questi files MIDI sono la dimostrazione che, nelle giuste mani, anche un mezzo “apparentemente” povero e rudimentale è in grado di fornire intense emozioni musicali. Si ricava più piacere da questi pochi k-bytes che da molti, ponderosi mp3 disseminati nella Rete.»

Un musicista virtuale apprezzato, dunque, con l’interesse per le “nuove targhe” e alla ricerca delle regole.
Cosa succederà, adesso, con le targhe personalizzate?


Bruno Berselli - Studio Progetti di Bologna

NOTE

1. Le cosiddette targhe “nazionali europee”, invece, vengono stampate a partire dal febbraio del 1999 e sono molto simili a quelle prodotte nel quinquennio precedente. Le cifre e le lettere variano nel seguente ordine: 76 321 54 e le lettere utilizzate sono ABCDEFGHJKLMNPRSTVWXYZ .
2. Il nome deriva dal fatto che queste targhe cominciano sempre con una Z. Talvolta sono anche indicate come “targhe quadrate”. Spesso vengono utilizzate per i fuoristrada, soprattutto quelli con la ruota di scorta esterna.
3. De Giusti, in realtà, non è il solo a essersi interessato di targhe: vi sono altre persone che condividono la stessa passione e alcune di esse hanno riempito intere pagine web di notizie storiche, fotografie e riflessioni, svelando così un mondo inaspettato.
4. Indirizzo web: http://www.bach-js.net.